Interventi a favore dei NEGOZI e dei LOCALI COMMERCIALI

intervento a favore delle attività commerciali Altre scelte importanti e ormai indispensabili riguardano la sopravvivenza dei negozi e dei piccoli commerci locali. Essi poggiano sulle attività familiari e sono fonte di sussistenza per circa sei milioni di persone costituite dagli esercenti e dai loro familiari.. Oggi troppi negozi a causa della crisi aprono e chiudono in poco tempo .

Nel paese dove vivo( 5000 abitanti ), nell’arco di un anno circa 40 negozi hanno chiuso i battenti oppure i gestori si sono sostituiti più d’una volta, con una perdita di denaro e fallimenti… Due negozianti si sono uccisi … Parecchi erano negozi di famiglia, gestiti da decenni …. E’ stato un gran dispiacere veder chiudere quelle attività storiche!.

Come si puo’ intervenire concretamente? Abbiamo individuato tre possibili linee d’intervento: 1° FERMARE L’APERTURA DI NUOVI SUPERMERCATI E’ una scelta importante. I supermercati lavorano con personale al minimo e perciò non è vero che aumentano l’occupazione locale. Spingono invece alla chiusura i negozi specializzati su un articolo prevalente, tipo panetterie, fruttivendoli, macellerie… abbigliamento.. perché vendono di tutto e alla gente piace gironzolare fra gli scaffali, anche se spesso finisce col comprare più di quel che le occorre.

Spesso ha l’impressione di risparmiare sul prezzo, ma non e’sempre così perché gli acquisti in grande quantitativo fatti dei supermercati permettono magari di vendere a prezzo più basso merce che arriva da qualsiasi parte del mondo e non fornisce garanzie di controllo all’origine, di controlli sulla produzione e quindi sulla sanità del prodotto.

Ricordiamo che nei paesi emergenti gran parte delle coltivazioni e’ad OG alterato e gli animali macellati spesso provengono da clonazione. In sintesi paghiamo con soldi buoni degli alimenti che contribuiscono ad indebolirci e a predisporci a malattie. Inoltre i supermercati vendono i prodotti alimentari avvolti in contenitori spesso non riciclabili e quindi ridurre il numero dei supermercati ridurrà di molto i rifiuti di plastica e di carta….ed i costi della RACCOLTA e dello SMALTIMENTO DEI RIFIUTI che e’ uno dei gravi problemi del nostro tempo… oltre a dare maggior respiro economico ai piccoli negozi locali e di rione.

…Se si trasforma il reparto alimentare dei supermercati in un negozio quasi normale, con commessi adibiti al servizio della clientela come nei negozi su strada, si può sostituire la plastica colla carta alimentare riciclabile e contenere un po’ l’inquinamento .. . È anche importante incentivare la vendita di prodotti sfusi: latte detersivi, farine, legumi, uova, vini… per ridurre l’inquinamento ambientale che ci sta soffocando.

risparmio economico

 

Oggi la volontà politica ,ovviamente per forti interessi economici .tende ad appoggiare l’apertura delle grandi reti di vendita. Dobbiamo scegliere di cambiare rotta e tale scelta sarà sicuramente ostacolata, ma è indispensabile… ed indifferibile. Vogliamo che il bene comune venga al primo posto, prima degli interessi delle multinazionali. 2° CALMIERARE PER 5 ANNI IL CANONE DI LOCAZIONE DEI NEGOZI E DEI PICCOLI CENTRI COMMERCIALI Perché calmierare e in quale modo?

Ridurre il costo degli affitti può essere un forte aiuto per la sopravvivenza dei negozi che danno sostentamento ad almeno 3 milioni di famiglie e quindi garantiscono una sopravvivenza dignitosa ad almeno 9 milioni di persone. Questo è un dato importantissimo ! Negli ultimi anni i canoni di locazione sono aumentati moltissimo. Siamo praticamente passati dalla lira all’euro paritetico.

Un negozio che nel 2000 aveva un affitto di L. 500.000 oggi paga almeno € 700… per non parlare dei bar e dei locali affacciati sulle vie principali anche dei paesi e delle cittadine. La voce popolare ritiene che negozi guadagnino molto e che tentino di evitare l’emissione di scontrini e quindi siano in gran parte frodatori del fisco. In base alla mia esperienza personale di consumatrice, di compratrice, vi dico che negli ultimi due anni ,cioè da quando ho iniziato a conservare tutti gli scontrini perché non riuscivo a rendermi conto di quanto spendessi in fretta il denaro a parità di acquisti di anni precedenti, mi è successo due sole volte che, a Torino, mi siano stati rifilati due scontrini fasulli.

Nella cittadina dove vivo ( 10.000 anime in tutto, comprensive di borgate) tutti, compresi i bar dove vado tuttii giorni a bere il caffè.. i negozi che mi conoscono… le pizzeria e i ristorantini… tutti mi hanno rilasciato lo scontrino. Gran parte di queste attività e lo so perché ho confidenza coi gestori fatica a pagare le spese e molti di quelli che non hanno chiuso stanno consumando i risparmi di una vita di lavoro.

Sono gestioni di famiglia, mandate avanti onestamente e dignitosamente, con un impegno continuo in orari ed in scadenze da onorare. Il problema principale è la spesa dell’affitto e dei contributi previdenziali da pagare per tutti quelli che ivi lavorano. Fino a qualche anno fa la situazione era più gestibile ma oggi sta diventando troppo difficile. Faccio un esempio: bar sulla piazza principale di un paesone qualsiasi, 100 m², affitto 1800 euro al mese… negozio sulla via principale, 110 m², affitto € 1500 al mese…, negozio sulle due vie centrali, 50 m², affitto € 700 al mese… negozio all’interno di un supermercato, 100 m², affitto € 1800 al mese… queste cifre, oggi, sono insostenibili.

Per non parlare dei negozi storici e belli situati nelle grandi città… del centro di Torino o di Milano, con le richieste da € 10.000 al mese, sino a 20 /€ 30.000 al mese… che costringono a chiudere i marchi storici che hanno caratterizzato le nostre città. Propongo DUE POSSIBILITA’ : la PRIMA consiste nel RIDURRE del 40% i canoni di locazione stipulati negli ultimi cinque anni cioè dal due 1008 al 2013 e del 20% i canoni di locazione stipulati dal 2003 al 2008.

Questo permetterebbe di contenere le spese ad un livello più sopportabile e quindi di mettere in sicurezza la sopravvivenza commerciale di una gran parte delle attività. Fisserei comunque un importo minimo di canone ammontante a circa € 250 per i 50 m² La SECONDA consiste nello stabilire un massimo di CINQUE TIPI DI CANONE valevoli in tutta Italia per i paesi con meno di 1000 abitanti, con meno di 10.000 abitanti, con meno di 100.000 abitanti, con meno di 500.000 abitanti e con oltre i 500.000 abitanti… divisi a loro volta in cinque tipologie: centrale-storico elegante, centrale- commerciale , periferico- commerciale medio- periferico, storico-scadente esempio … il negozio sulla via principale col canone di euro 1500 al mese applicando la prima possibilità (ha cambiato tre volte inquilino in due anni ) scenderebbe a € 900 al mese con un risparmio per il gestore di circa 600 euro. Mentre il negozio.

Applicando la seconda possibilità ; un negozio sulla via principale di un paese di circa 5000 abitanti potrebbe pagare in base alle possibilità di mercato e di vendita un massimo di € 500 al mese mentre il negozio piccolino da 50 m potrebbe pagare un massimo di € 300 al mese. Diciamo che potremmo definire le locazioni commerciali di negozi in 25 tipologie facilmente calcolabile dagli stessi interessati… in base alla suddivisione fatta dai comuni, su pianta della città….

E’ quindi un modo semplice ed immediato per calcolare i canoni di locazione comunali. Sarà compito dei Comuni classificare vie , piazze e corsi all’interno delle cinque tipologie di canone in un costo al metro che va moltiplicato per la metratura interna calpestabile. Esempio: affitto di euro 1500 * 100 m² uguale ad un un canone mensile di euro 1050 per i 70 m²… e via dicendo.

calcolo spese

 

Quest’iniziativa ovviamente creerà polemiche… incontrerà l’opposizione dei proprietari immobiliari, ma è molto importante che tutti entriamo nell’ordine di idee che in questa crisi siamo tutti coinvolti e solo attraverso l’unione, la solidarietà e l’aiuto reciproco riusciremo a venirne fuori senza precipitare in problemi sociali irreparabili. Per ridurre la perdita di canone da parte dei proprietari propongono che la tassa fissa al 21% sia ridotta all’11% e che sia applicabile anche alle società immobiliari che la richiedano quando decidono di affittare i locali vuoti. In questo caso le società immobiliari non detrarranno le spese per calcolare l’utile annuo è semplicemente la pagheranno come se fossero privati.

Questa possibilità dovrebbe incentivare sia l’affitto da parte di immobiliari che hanno molto invenduto e quindi la messa sul mercato di immobili sfitti …. Puo’ contribuire a risolvere il problema della casa … e delle affittanze, evitando di continuare a consumare terreni utili all’agricoltura. In effetti continuiamo costruire e ad erodere terreno senza pensare che l’umanità non può vivere mangiando mattoni e cemento, ma ha bisogno di cibo., quindi di terreni destinati alle coltivazioni. 3′ La terza LINEA d’ INTERVENTO consiste nella SOSPENSIONE DEI CONTRIBUTI ASSICURATIVI per la durata di 5 ANNI La sospensione per 5 anni dei contributi assicurativi e la loro sostituzione con una POLIZZA INFORTUNI per un importo mensile massimo di € 40 ed una POLIZZA SALUTE che corrisponda il costo degli interventi ospedalieri.

Per questa seconda ci sono oggi molte formule con sconti notevoli. Più avanti preciserò meglio le motivazioni di questa terza linea di intervento. POTENZIAMENTO DELLE ESPORTAZIONI CON UN PRECISO INTERVENTO GOVERNATIVO . E’ indispensabile un’azione di governo volta ad appoggiare direttamente sui mercati emergenti la produzione italiana, tramite l’organizzazione di convegni, di incontri, di ricevimenti e di CENTRI ESPOSITIVI PERMANENTI per la presentazione dei nostri prodotti nazionali,.

Ed è importante disporre finanziamenti ai nostri imprenditori , soprattutto alle piccole imprese e finanziare e sviluppare MEDIATORI INTERNAZIONALI che facciano da tramite tra le aziende nostrane ed i mercati emergenti… Dovremmo seguire l’esempio della Francia che appoggia molto le esportazioni . . I nostri prodotti soprattutto alimentari sono molto quotati all’estero. Dobbiamo cercare di ampliarli ad esempio in Cina, in India, in America del Sud dove abbiamo già un ottimo mercato in Argentina ed in Brasile E’ importante organizzare uffici presso i consolati e le ambasciate dove i nostri imprenditori possano ricevere tutto l’aiuto pratico tecnico e burocratico possibile ,utile alla conoscenza del mercato locale ebbe a facilitare le esportazioni .

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