POTENZIAMENTO DELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE

produzione industriale Negli ultimi anni la crisi che attanaglia le industrie le ha spinte a spostare la produzione dei loro manufatti all’estero sia per la scarsità di richieste a livello nazionale, (ed in certi casi internazionale .. ), sia perché in molti paesi dell’Unione Europea la manodopera costa molto meno di qui, le spese contributive sono ridottissime e proporzionate agli stipendi molto più bassi ed inoltre i governi offrono forti incentivi per promuovere sui loro territori la localizzazione di fabbriche straniere..

Vi cito un esempio : in Croazia il marchio Benetton ha ricevuto dallo Stato Croato circa € 5000 per ogni lavoratore assunto per un totale di € 500.000 che corrispondono a 100 lavoratori assunti nella fabbrica impiantata da pochi mesi.lo Stato non ha chiesto alla Benetton alcuna garanzia ed oltre a questo le ha concesso facilitazioni burocratiche e fiscali.

Lo stipendio di un operaio in Croazia si aggira sui € 250 al mese e pare che i contributi ammontino a circa € 50 mensili. Nel confronto con il costo di una operaio italiano ci possiamo rifare all’intervento di Emma Mercegaglia, ex presidente di Confindustria, la quale dichiarava in un’intervista ” un mio operaio mi costa circa € 1200 mensili ed a questa cifra debbo aggiungere circa € 1400 relativi a contributi ed a spese varie ineliminabili… in sintesi un operaio mi costa circa € 2600 al mese più 13ª e liquidazione”.

Il confronto è abissale. Come si può competere con nazioni che offrono all’imprenditoria condizioni così positive?.. Come possiamo fare per alleggerire questo momento di crisi economica e far ripartire l’economia italiana? io non credo che si possa tornare a buoni livelli economici continuando a percorrere la strada dell’economia liberista, del capitalismo e del consumismo sfrenato che hanno caratterizzato questi anni.

capitalismo economico

 

L’economia capitalista, basata per esempio sull’esigenza di cambiare l’automobile tramite il lancio continuo di modelli nuovi… (e senza alcun rispetto per il consumatore il quale acquista un’automobile che in pratica dopo tre o quattro mesi può già essere considerata una modello vecchio, a causa di cambiamenti ridicoli… la forma dei fari, qualche kilometro in più di benzina, la linea un po’ più ondulata… il tutto per vendere continuamente più automobili ed ottenendo in pratica l’effetto contrario perché la gente alla fine rimanda gli acquisti….

nell’attesa continua di vedere nuovi modelli….) basata sul cambio dell’abbigliamento soprattutto femminile , la vanità è donna, con una moda che ogni sei mesi allunga le gonne, le accorcia, le sbilenca alla Flinstone, introduce il trasparente, l’abito sottoveste eccetera, esercitando un eccessivo e sottovalutato plagio….., basata sul cambio dei mobili, degli accessori, del rinnovamento continuo dell’abitazione, delle vacanze a tutti i costi aiutata dalla martellante pubblicità dei Mass media rende la gente sempre insoddisfatta.

È come se le mancasse sempre qualcosa da e’ una delle cause principali della scontentezza e dell’infelicità che si percepiscono a livello generale e che si manifestano in un grande aumento dei casi di depressione clinica. Oggi in Italia abbiamo almeno 6 milioni di persone in cura per problemi depressivi. E molti fra questi sono bambini. Questo è un aspetto del consumismo che dobbiamo finalmente incominciare a prendere in considerazione… per frenarlo, per fare in modo che ci porti meno danni a tutti i livelli.

Anche in questo aspetto della società occorre un intervento governativo che ponga dei limiti all’ambizione di potere e di denaro che caratterizza questo tipo di economia chi si muove esercitando un’azione pubblicitaria sfrenata e nevrotizzante senza curarsi delle conseguenze che provoca.

Detto questo, come possiamo far ripartire l’imprenditoria italiana ? La scelta giusta si doveva fare al momento dell’entrata nell’euro cioè i politici che allora ci portarono nell’euro si sarebbero dovuti preoccupare di UNIFICARE PRIMA LE NAZIONI INTERESSATE negli aspetti basilari: tasse, stipendi, contributi previdenziali e vari, pensioni, assistenza mutualistica, in maniera da uniformare le spese. Questo si doveva fare.

Noi ora scontiamo un’entrata nell’euro effettuata in modo superficiale e portata avanti in questi 10 anni in modo ancora più superficiale, che si sta traducendo in un disastro perché a tanta superficialità si è aggiunta l’apertura dei mercati con la concorrenza spietata a livello internazionale oltre che a quell’europea di paesi a basso costo di vita e di manovalanza.

Oggi vedo un’unica soluzione per venire incontro all’industria e renderla competitiva sotto l’aspetto esportazioni ed è quella di ridurre le tasse a livello di IRPEF e di tassazione per le società e di RIDURRE la spesa nei CONTRIBUTI PREVIDENZIALI Inps e vari. È una soluzione dolorosa Il malessere generale che coinvolge le società molto moderne e tecnologiche è anche una diretta conseguenza dei continui cambiamenti, delle continue scoperte tecnologiche, della sempre maggiore influenza esercitata dalle televisioni e dal cinema che spesso si arrogano il diritto di modificare i valori basilari della società.. al solo scopo di richiamare l’attenzione ed aumentare la teleudienza senza porsi alcun problema etico e senza chiedersi se ne hanno il diritto. .

È una soluzione dolorosa, ma è l’unica che vedo possibile oggi ed in grado di ridurre subito i costi delle imprese e quindi di essere più competitive sempre tenendo presente il livello elevato di qualità che contraddistingue i prodotti italiani e che li pone ai primi posti nel mondo.. È anche una soluzione che può permettere un veloce ingresso nel mondo del lavoro di molte persone attualmente disoccupate oppure in cassa integrazione., senza spese in più da parte del governo. In che modo?

Ci saranno oggi in Italia almeno 9 milioni di operai e di impiegati che lavorano con contratti a tempo indeterminato e più o meno alle condizioni che abbiamo esaminato sopra? Prendiamo l’esempio dell’operaio che lavora nelle fabbriche della signora Mercegaglia : percepisce € 1200 di stipendio e la ditta ne paga circa 1400 di contributi previdenziali e varie Esaminiamo la spesa contributiva: Tre operai costeranno in contributi previdenziali circa € 4200 al mese .ed effettueranno 24 ore di lavoro al giorno. Riduciamo l’orario di lavoro di ogni operaio a sei ore giornaliere e nelle sei ore che avanziamo inseriremo un altro operaio pagandolo € 1200 al mese come gli altri tre.

salario

 

Toglieremo lo stipendio del quarto operaio dai € 4200 al mese di contributi previdenti dei primi tre ed avanzeremo circa 3000euro al mese che per cinque anni non destineremo ai contributi. Dai € 3000 mensili detrarremo € 400 a testa per un totale di € 1600 e questi € 400 serviranno per pagare l’assicurazione infortuni, la polizza malattia ed interventi ospedalieri per un massimo di € 250 mensili, estensibili al coniuge se non lavora ed ai figli e lasceremo solo € 150 al mese come contributi pensionistici.

L’azienda si troverà ad assumere quattro persone al posto di tre, a pagarle la stessa cifra che percepivano lavorando otto ore (con gran gioia loro ) e risparmiare all’ incirca € 400 a dipendente….. e questo è un aiuto concreto alle imprese, alla popolazione perché inseriamo nel lavoro molta gente… Infatti… su 9 milioni di persone attualmente occupate possiamo inserire subito 3 MILIONI di PERSONE che significano almeno 6 MILIONI di persone se comprendiamo i loro familiari, mogli, compagne, figli… ai quali possiamo aggiungere almeno 1 MILIONE di GENITORI che in questi ultimi anni hanno vissuto in gravi ristrettezze poiché una parte delle loro risorse era destinata ad aiutare i figli disoccupati oppure cassintegrati.

Tutto questo porterà più serenità sociale, e, sul piano economico, una maggiore possibilità di spesa a livello generale quindi una ripresa decisa di consumi sia da parte degli inseriti che da parte delle loro famiglie . Se realizzeremo questo programma, che e’ facilmente attuabile attraverso l’intervento dei Comuni e delle Camere di Commercio le quali possono contattare rapidamente le imprese e metterlo in pratica in una tempistica massima di due mesi sarà opportuno sviluppare due file di assunzioni, l’ una per giovani alle prime esperienze lavorative, e l’altra per quei lavoratori che hanno superato i quarant’anni e che faticano a ricollocarsi.,

Alle imprese che diamo soltanto di provvedere in loco alla preparazione tecnica degli assunti. La riduzione di € 400 al mese su ciascuno stipendio operaio o impiegatizia è veramente un grosso aiuto alle imprese, che si aggiunge a quello della riduzione delle tasse , IRPEF ed IRAP che vedremo più avanti Qual è l’obiezione immediata che sorge spontanea?…..” E da dove recupereremo il denaro necessario a coprire tutta quest’ operazione oltre che alla riduzione delle tasse ( una riduzione effettiva, non una barzelletta come quella realizzata e pubblicizzata dall’attuale governo…”) i soldi ci sono; è sufficiente amministrarli bene.

E far pagare una buona parte di quelli che non pagano mai… esamineremo l’aspetto economico sia per quanto riguarda il risparmio che per quanto riguarda le nuove entrate al punto 16 di questo programma. Sino ad ora abbiamo esaminato e programmato la messa in sicurezza economica di gran parte dei negozi e delle attività commerciali , di una parte del lavoro operaio ed impiegatizio e di una buona parte di imprenditori…. diciamo per almeno 14 milioni di persone tra i diretti interessati e le loro famiglie che si aggiungono a quelle attualmente impegnate sia in lavori stabili che in attività indipendenti .

Un altro aspetto che riguarda l’imprenditoria, aspetto sul quale solo il governo può intervenire con una legge o un decreto legge è quello della STRAGE di PRATO che non si dovrà mai più ripetere. Che si può fare? La soluzione più semplice sta nell’ ASSUNZIONE PROPORZIONALE cioe’.nell’obbligare per legge o per decreto-legge le ditte anche straniere che assumono in Italia ad assumere obbligatoriamente in modo proporzionale al numero degli abitanti, collegato alla nazionalità italiana e straniera.

Mi spiego meglio: attualmente la nostra popolazione, tra italiani e stranieri ,ammonta a circa 62 milioni d’individui, dei quali circa 6 milioni sono stranieri e 56 milioni sono italiani. La proporzione può essere per comodità di calcolo, di uno straniero ogni 10 italiani. Quindi le fabbriche e gli uffici che assumono siano tenuti ad assumere 10 italiani ed uno straniero a qualunque nazionalità appartenga.

In questo modo sarà impossibile perché illegale, in quanto violerebbe le norme d’assunzione, che si ripetano situazioni come quella di Prato…. perche’ nelle fabbriche dove oggi lavorano, mangiano ,dormono , e vivono solo cinesi più o meno regolarmente assunti… avremo per esempio su 80 lavoranti, 72 italiani ed otto cinesi… e gli italiani così sindacalizzati e così consci dei propri diritti… impedirebbero qualunque forma di sfruttamento e qualunque situazione pericolosa a livello di fabbrica.

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